Origini

Si tratta di un ballo che affonda le sue radici nel fenomeno del Jazz, più precisamente nel rag time, e che nasce e si sviluppa in America. Dinamico, elegante, espressione della gioia di vivere, così affascinante che quando approda successivamente in Europa con il suo ritmo sincopato nessuno riesce a resistergli.

A ispirare il nome di questo ballo è una città americana della Carolina del Sud, Charleston. In quegli anni di trasformazione culturale, di grande sperimentazione, di celebrazione della vita moderna, è una canzone di James P. Johnson che lancia invece la moda del charleston sotto il profilo musicale. Il brano è The Charleston, 1923.

Eppure sembrerà strano, il Charleston come ballo potrebbe essere nato presso i lavoratori del porto che all’epoca scaricavano le merci muovendosi a ritmo, anche per “alleggerire” attraverso la danza la pesantezza del lavoro. Altre ipotesi rafforzano invece l’origine del Charleston come ballo derivato da forme tribali di danza, e dunque, lo collegano al fenomeno dei balli di derivazione africana.

Cotton Club ad Harlem è il locale che ospita artisti di talent, tra i quali la regina della danza e del canto, Josephine Baker, icona di stile, rinominata Venere Nera. Sensuale e affascinante, icona di una bellezza esotica, riesce a farsi strada nel mondo musicale del tempo, e in quello dell’intrattenimento.

Simbolo di libertà

Sicuramente alla base di questo fenomeno vi è anche la grande esigenza di manifestare la propria libertà, accompagnata da una voglia generale di rinnovamento e apertura. Il ballo, come le varie forme di espressione artistica, rappresenta un linguaggio che si fa portavoce dell’immaginario collettivo per manifestarlo in una forma liberatoria e nuova.