A 50 anni dallo sbarco, le canzoni dedicate alla luna che continuiamo a ballare

Era il 20 luglio 1969 quando l’uomo, per la prima volta, mise piede sulla luna. La storica missione dell’Apollo 11, iniziò quattro giorni prima quella data di cui oggi ci ritroviamo a celebrare il 50esimo anniversario. Neil Armstrong e Buzz Aldrin furono i due astronauti statunitensi protagonisti di questa vera e propria impresa che tenne tutto il mondo con il fiato sospeso. Solo in Italia, lo Studio Tre della Rai in via Teulada a Roma ha rappresentato il crocevia di speranze ed emozioni generate da questa missione mai compiuta prima; la Rai trasmise oltre 25 ore di diretta

condotta da Tito Stagno, Andrea Barbato, Piero Forcella e, in collegamento da Houston, Ruggero Orlando (un evento mediatico che, insieme all’attentato delle torri gemelle, ha lasciato un’ “impronta” nella memoria degli italiani).

L’Apollo 11 fu la quinta missione con equipaggio del Programma Apollo della Nasa e venne lanciata dal Kennedy Space Center dal Saturn V.

La navicella spaziale entrò in orbita lunare dopo circa tre giorni di viaggio e Neil Amstrong fu il primo a mettere piede sul suolo del satellite a sei ore dall’allunaggio. Insieme ad Aldrin, Amstrong raccolse oltre 21 kg di materiale lunare da portare sulla Terra, mentre Michael Collins, terzo membro della missione e pilota del modulo di comando, rimase in orbita.

Neil Armstrong, con movimenti un po’ impacciati, a causa dell’ingombrante tuta spaziale mosse, per la prima volta nella storia dell’umanità, i primi passi sulla Luna. In quell’occasione egli pronunciò una frase che rimase un po’ il simbolo di quell’esperienza: «questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità». L’immagine più evocativa che abbiamo della “conquista” della luna è la celebre foto dell’impronta (anche se quell’immagine è riconducibile al segno lasciato da Buzz Aldrin, secondo uomo ad aver calpestato il suolo lunare).

Oggi, a cinquant’anni da quella storica impresa, vorremmo celebrare questo anniversario con una serie di canzoni dedicate proprio alla luna che da sempre ispira cantanti di ogni epoca e che, inevitabilmente, continuano a farci ballare!

Vorremmo iniziare con “Moonlight Serenade” della Glenn Miller Orchestra, capolavoro che risale al 1939. Il brano raggiunse fin da un subito un enorme successo, piazzandosi tra le prime dieci posizioni della classifica americana pop del 1939 e raggiungendo la terza posizione nella Billboard Pop 100 per ben quindici settimane.

Tra i brani dedicati alla luna, anche l’intramontabile “Fly me to the Moon” di Frank Sinatra, la canzone scritta da Bart Bart Howard nel 1954 e pubblicata da Decca Records che inizialmente portava il titolo di “In other words”. Prima di arrivare a Sinatra, la canzone fu registrata da Felicia Sanders (1954), poi da Nat King Cole per l’album “Nat King Cole Sings/George Shearing Plays” (1961) e, solo un anno dopo, da Joe Harnell con una versione strumentale. L’adattamento di Frank Sinatra, sicuramente il più celebre consegnato alla storia, risale al 1964, per l’album “It Might as Well Be Swing” con la collaborazione di Count Basie.

Di qualche anno precedente è invece “Blue Moon”, la canzone scritta nel ’34 da Richard Rodgers e Lorenz Hart e riproposta da numerosi artisti, già a partire dalle formazioni jazz dell’epoca. Con il brano si confrontarono cantanti dal calibro Benny Goodman, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Billie Holiday, Julie London, ma anche Elvis Presley, Rod Stewart, The Marcels fino ad arrivare, nel 2011, a Beady Eye.

Dall’America all’Italia con “Tintarella di luna”, il primo album della nostra inimitabile Mina pubblicato dall’etitecca discografica Italdisc nel 1960. “Tintarella di luna” è il tiolo del primo brano sul lato B del disco; il testo è di Franco Migliacci e la musica di Bruno De Filippi.

Dai raggi di luna e la tintarella color latte, al Quartetto Cetra con “Un bacio a mezzanotte” (1952), un inno a non fidarsi di quella luna e delle «stelle galeotte» che fanno sempre innamorare le persone. Virgilio Savona, fondatore del Quartetto Cetra, definì questa canzone “numero di quattro spazzacamini che vagano sui tetti, mentre la luna scende dal cielo”. La canzone, brano del dopoguerra dall’aria spensierata che evoca una visione semplice dell’amore, ha avuto tantissime riprese, da Lucia Mannucci e Lucio Dalla, Mina, Raffaella Carrà, fino ai Jumpin’up, la swing band tutta siciliana nata nel 2005 con la voglia di ricreare il sound originale della musica degli anni 40 e 50, lo Swing, l’Old Rhythm & Blues, il Rock & Roll ed il Jumpin’ Jive.

Vorremmo chiudere con un altro brano italianissimo di Fred Buscaglione (nome d’arte di Ferdinando Buscaglione) con “Guarda che luna”, uno dei suoi ultimi successi un anno prima dell’incidente in cui il cantante perse prematuramente la vita. sul finire degli anni cinquanta Fred, uno degli uomini di spettacolo più richiesti (proprio per essere protagonista in televisione, nei film e nelle pubblicità) iniziò ad incidere canzoni melodiche, talvolta scritte anche da altri autori come appunto “Guarda che luna” e “Al chiar di luna porto fortuna” scritta da Carlo Alberto Rossi.

In questo giorno speciale, vi consigliamo l’ascolto di queste canzoni e… lasciate che la luna influenzi i vostri passi in pista come si lasciano influenzare le maree al suo cospetto.

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